Aiuti da Simest alle imprese esportatrici colpite dalla crisi Ucraina

Aiuti da Simest alle imprese esportatrici colpite dalla crisi Ucraina
← Torna a Agevolazioni - Pubblicato il 09/03/2023
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Il decreto Milleproroghe ha introdotto due nuove iniziative della Simest per supportare le imprese che sono state colpite dalla crisi in Ucraina. Il primo intervento è destinato alle imprese che esportano in Ucraina, Federazione Russa o Bielorussia e che hanno subito una riduzione dei ricavi a causa del conflitto. Il secondo intervento riguarda le imprese che esportano in qualsiasi altra parte del mondo ma che si riforniscono da Ucraina, Federazione Russa o Bielorussia e che hanno subito un aumento dei costi o una diminuzione dei fornitori a causa del conflitto. In entrambi i casi, le agevolazioni comprendono una combinazione di finanziamento a tasso zero e contributi a fondo perduto

 

NOTIZIA

Il decreto Milleproroghe del 2023 ha confermato gli strumenti a favore delle imprese che sono state colpite dal conflitto in Ucraina. Le agevolazioni comprendono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto fino al 40% dell’intervento agevolativo totale, con un limite massimo di 500.000 euro. Rispetto alla prima edizione del 2022, le misure coprono una platea più ampia per l’anno in corso. I dettagli sui tempi e le modalità di presentazione delle domande saranno resi noti tramite circolari della Simest.

CHI E’ SIMEST?

SIMEST (Società Italiana per le Imprese all’Estero) è una società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, istituita nel 1991 per sostenere le imprese italiane nell’espansione all’estero. In particolare, SIMEST fornisce strumenti finanziari e di consulenza alle imprese italiane che intendono avviare o consolidare attività all’estero, con l’obiettivo di promuovere l’export italiano e rafforzare la presenza delle imprese italiane sui mercati internazionali.

COME FARE PER CHI ESPORTA?

Il decreto Milleproroghe ha esteso la portata del primo strumento di sostegno alle imprese colpite dalla crisi in Ucraina. La misura è riservata alle imprese esportatrici che hanno subito una perdita di fatturato e una perturbazione dei flussi commerciali a causa del conflitto. La misura di sostegno prevede l’individuazione di nuovi mercati alternativi per recuperare il fatturato estero perso e per salvaguardare la competitività delle imprese sui mercati internazionali. La novità consiste nel fatto che la misura è ora rivolta alle imprese che hanno realizzato un fatturato medio, derivante da operazioni di esportazione verso l’Ucraina, la Federazione Russa e la Bielorussia, pari almeno al 10% del fatturato estero complessivo aziendale nei bilanci 2020 e 2021 depositati. Prima della modifica, la misura era destinata alle PMI e alle MidCap che avevano realizzato un fatturato medio, derivante da operazioni di esportazione diretta verso l’Ucraina, la Federazione Russa e la Bielorussia, pari ad almeno il 20% del fatturato medio aziendale totale nei tre bilanci depositati.

COME FARE PER CHI IMPORTA?

Il secondo strumento di agevolazione è rivolto alle imprese esportatrici che hanno subito un calo degli approvvigionamenti o un aumento del costo delle forniture a seguito del conflitto in Ucraina. Con il decreto Milleproroghe, le condizioni per accedere alle agevolazioni sono cambiate: ora l’accesso è consentito alle imprese esportatrici, singolarmente o a livello di gruppo, per far fronte agli impatti negativi sulle esportazioni derivanti dalle difficoltà o dai rincari degli approvvigionamenti a seguito della crisi in atto in Ucraina.

CHE AGEVOLAZIONI CI SONO?

Per le due misure, le agevolazioni consistono in un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto fino al 40% dell’importo totale delle spese. Il contributo a fondo perduto viene fornito in conformità con la sezione 2.1 del regime di Temporary Crisis Framework e può coprire fino al 40% dell’importo totale dell’intervento agevolativo, comunque nei limiti massimi dell’aiuto di 500.000 euro. Inoltre, viene fornito un finanziamento a tasso zero per un periodo di 6 anni, di cui i primi 2 anni sono di preammortamento, in regime “de minimis”

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