STOP alla cessione e allo sconto dei Crediti da Bonus Edilizi…ma con eccezioni

STOP alla cessione e allo sconto dei Crediti da Bonus Edilizi…ma con eccezioni
← Torna a News - Pubblicato il 19/02/2023
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Il nuovo decreto del 16 febbraio 2023 prevede che non sarà più possibile cedere i crediti derivanti dai bonus edilizi o richiedere uno sconto in fattura. Questa misura, che riguarda tutte le opzioni, è entrata in vigore il 17 febbraio 2023 e si giustifica con la necessità di proteggere la situazione finanziaria dello Stato. Tuttavia, sono previste alcune eccezioni per i lavori già in corso. Inoltre, è prevista una revisione delle norme sulla responsabilità dei cessionari e sul divieto di acquisto da parte delle Pubbliche Amministrazioni.

 

 

NOTIZIA
Il governo ha deciso di bloccare in modo inaspettato e clamoroso la cessione dei crediti derivanti dai bonus edilizi e degli sconti in fattura, a causa del carico finanziario eccessivo per i conti pubblici. Il decreto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 16 febbraio 2023 e pubblicato nella G.U. dello stesso giorno, entrando in vigore il 17 febbraio 2023. Il blocco vale solo per le opzioni future, mentre il passato rimane confermato e per i lavori in corso è prevista una disciplina derogatoria con alcune condizioni. Si stima che ogni cittadino abbia un carico finanziario di 2.000 euro a causa di questa misura onerosa.
Il testo riporta le disposizioni di un decreto, che prevede che le pubbliche amministrazioni non possano acquistare i bonus e che la responsabilità dei cessionari dei crediti d’imposta viene meno in presenza di alcune condizioni specifiche. Il decreto inoltre blocca, a partire dal 17 febbraio 2023, l’esercizio delle opzioni per il contributo sotto forma di sconto in fattura e per la cessione del credito d’imposta per interventi come il recupero del patrimonio edilizio, l’efficienza energetica, le misure antisismiche, il bonus facciate, l’installazione di impianti fotovoltaici, colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, il superbonus.

 

QUALI SONO LE ECCESIONI AL BLOCCO?
Il blocco totale delle cessioni dei crediti derivanti dai bonus edilizi e degli sconti in fattura è in vigore dal 17 febbraio 2023, ma è stata prevista una disciplina transitoria per i lavori che sono già in corso. In particolare, il blocco non si applica alle spese relative al Superbonus se risultano presentate le comunicazioni di inizio lavori o le delibere assembleari che hanno approvato l’esecuzione dei lavori, oppure l’istanza per l’acquisizione del titolo abilitativo per gli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici. Per le altre tipologie di interventi edilizi, il blocco non si applica se risulta presentata la richiesta del titolo abilitativo, se i lavori sono già iniziati per gli interventi che non richiedono il titolo abilitativo, o se è stato regolarmente registrato il contratto preliminare o stipulato il contratto definitivo di compravendita dell’immobile nel caso di acquisto di unità immobiliari da imprese di costruzione che hanno effettuato i lavori.

 

QUANDO CHI ACQUISTA IL CREDITO NON E’ RESPONSABILE CON CHI CEDE?
Il decreto prevede un intervento importante riguardante l’esclusione della responsabilità solidale dei cessionari dei bonus edilizi, ma solo in determinate condizioni. Tale norma ha lo scopo di sbloccare i crediti “incagliati”, che spesso vengono rifiutati dai cessionari per timore di essere coinvolti in questioni di responsabilità. La responsabilità solidale del cessionario o del fornitore che ha applicato lo sconto non sussiste se dimostrano di aver acquisito il credito di imposta e di possedere tutta la documentazione relativa alle opere che hanno originato il credito di imposta. La documentazione richiesta comprende, ad esempio, il titolo edilizio abilitativo degli interventi, la notifica preliminare dell’avvio dei lavori, fatture e ricevute delle spese sostenute, e l’attestazione di conformità dei dati relativi alla documentazione. Inoltre, l’esclusione riguarda anche i cessionari non consumatori finali con un conto corrente attivo presso la banca, i quali devono ottenere un’attestazione di possesso della documentazione dalla banca o dalla società cedente. Se manca la documentazione, il cessionario non è responsabile per dolo o colpa grave, a patto che dimostri di aver agito diligentemente o di n

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