Legge di Bilancio 2023: Vendita beni mediante piattaforme digitali

Legge di Bilancio 2023: Vendita beni mediante piattaforme digitali
← Torna a News - Pubblicato il 26/01/2023
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Per prevenire frodi IVA, si impongono obblighi di comunicazione riguardanti i dati dei fornitori e delle operazioni effettuate alle piattaforme digitali che facilitano la vendita online di specifici beni (come ad esempio telefoni cellulari, console per videogiochi, tablet e laptop) identificati in un decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, presenti nel territorio italiano.

 

NOTIZIA
Le misure di contrasto all’evasione Iva contenute nella Legge di Bilancio 2023 sono nuovi obblighi imposti ai titolari di piattaforme elettroniche che agevolano gli acquisti online. Gli amministratori delle piattaforme elettroniche devono fornire all’Agenzia delle Entrate informazioni sui fornitori e sulle attività svolte.
L’applicazione è limitata alla vendita di beni mobili ubicati nel territorio dello Stato ad un consumatore privato, la cui identità è stata indicata con regolamento del Ministro dell’economia e delle finanze.
In relazione alle attività connesse al contrasto all’evasione e all’evasione fiscale, la Legge di Bilancio 2023 prevede che l’Agenzia delle Entrate rafforzi la propria vigilanza attuando misure volte a impedire l’apertura di nuove partite IVA per i soggetti con profilo di rischio. è stato previsto uno speciale obbligo di comunicazione per i contribuenti IVA che facilitano la vendita di determinati beni mobili a un consumatore privato utilizzando un’interfaccia utente elettronica.

 

NUOVO OBBLIGO DI COMUNICAZIONE
Soggetti che promuovono la compravendita di beni mobili definita dal vigente regolamento del Ministro dell’economia e delle finanze, utilizzando un’interfaccia telematica quale mercato virtuale, piattaforma, portale, ecc. sul territorio dello Stato, i cedenti non soggetti Iva devono inviare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai fornitori e alle attività svolte.
Lo scopo della misura è combattere la frode IVA nel settore delle vendite online di alcuni dispositivi mobili, e in questo senso telefoni cellulari, console di gioco, PDA, laptop, ecc. come altri beni mobili specificati in un successivo regolamento ministeriale.
Oggetto del nuovo obbligo di comunicazione sono solo le vendite a distanza rese possibili dall’interfaccia utente elettronica sul territorio italiano, non si applica a coloro che dal 1° luglio 2021 sono soggetti alla disciplina stabilita dal 1° luglio 2021, vale a dire:
– vendita a distanza intracomunitaria di beni da parte di contribuenti situati al di fuori dell’Unione Europea e cessione di beni con partenza e arrivo della spedizione o trasporto all’interno del territorio del medesimo Stato membro;
– vendita a distanza di beni importati da paesi terzi o regioni in assortimenti, il cui valore effettivo non superi i 150 euro.
Infatti, gli operatori delle interfacce elettroniche nelle suddette operazioni assumono “fornitori” e quindi sono obbligati a versare l’IVA dovuta nel rapporto cliente, il che rende superfluo l’effettuazione della comunicazione originariamente prevista. Il regolamento “Crescita” e quindi il regolamento previsto dalla legge di bilancio 2023.

 

PREVIGENTE OBBLIGO DI SEGNALAZIONE PER LE OPERAZIONI CONCLUSE FINO AL 30 GIUGNO 2021
Il nuovo obbligo di segnalazione ripropone, seppure in forma ridotta, con il quale il legislatore – per favorire l’assoggettamento all’IVA delle vendite a distanza di beni tramite piattaforme elettroniche – ha ritenuto utile fino al pieno recepimento delle disposizioni della Comunità di riferimento negli ordinamenti nazionali normativa entrata in vigore al 1 luglio 2021, si avvalgono della collaborazione delle piattaforme digitali per evidenziare la base IVA delle vendite a distanza, che le stesse piattaforme contribuiscono ad agevolare.
Speciali obblighi di segnalazione sono stati imposti alle interfacce elettroniche fino al 30 giugno 2021, è limitata all’ipotesi in cui il soggetto passivo agevola la vendita a distanza di beni importati utilizzando un’interfaccia elettronica o la vendita a distanza di beni all’interno dell’Unione europea.
Le suddette operazioni erano programmate per essere effettuate nel mese successivo a ciascun trimestre secondo la procedura prevista per ciascun fornitore, dati relativi a nome, residenza o sede legale, indirizzo di posta elettronica, numero totale di unità venduto in Italia e valore di vendita espresso secondo la scelta dello stesso contribuente, importo totale dei prezzi di vendita o prezzo medio di vendita.
I soggetti che gestiscono piattaforme online sono stati ritenuti responsabili dell’imposta sulle vendite a distanza per negligenza o incompleta fornitura delle informazioni richieste sulla piattaforma, a meno che non fosse dimostrato che l’imposta era stata pagata dal fornitore.

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