Legge di Bilancio 2023: Regolarizzazione agevolata delle irregolarità formali a soli 200 Euro

Legge di Bilancio 2023: Regolarizzazione agevolata delle irregolarità formali a soli 200 Euro
← Torna a Agevolazioni - Pubblicato il 18/01/2023
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È possibile sanare le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, non rilevanti sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, ai fini dell’IVA e dell’IRAP e sul pagamento di tali tributi, se commesse fino al 31 ottobre 2022, mediante la loro rimozione e il versamento di una somma pari a 200 euro per ciascun periodo d’imposta cui si riferivano le violazioni, eseguito in due rate di pari importo, la prima entro il 31 marzo 2023 e la seconda entro il 31 marzo 2024.

 

NOTIZIA
Con la Legge di Bilancio 2023 emerge un’altra novità volta a consentire di regolarizzare molte irregolarità formali commesse.

 

QUALI IRREGOLARITÀ SI POTRANNO SANARE?
Più nel dettaglio, si potranno sanare tutte le irregolarità, infrazioni e inosservanze degli obblighi o adempimenti di natura formale che non rilevino sulla determinazione della base imponibile ai fini IRPEF, IVA e IRAP e sul pagamento di tali tributi, commesse fino al 31 ottobre 2022.

 

COME SANARE LE IRREGOLARITÀ?
Il contribuente potrà mettersi in regola versando una somma pari a 200 euro per ciascun periodo d’imposta a cui si riferiscono le violazioni.
Il pagamento dovrà essere eseguito in due rate di pari importo entro il:
– 31 marzo 2023;
– 31 marzo 2024.
Attenzione: per regolarizzare non è sufficiente effettuare il pagamento di tali somme. Sarà necessario anche rimuovere le irregolarità o le omissioni commesse. Quindi il procedimento di sanatoria sarà perfezionato se cumulativamente:
i) verrà effettuato il pagamento delle somme dovute;
ii) sarà rimossa l’irregolarità o l’omissione.

 

PROCESSO VERBALE DI CONSTATAZIONE
Qualora le violazioni formali, commesse sino al 31 ottobre 2022, siano oggetto di un PVC (ossia di un processo verbale di constatazione), i termini di notifica saranno prorogati di due anni

 

COSA RESTA ESCLUSO DALLA REGOLARIZZAZIONE?
Saranno esclusi dalla regolarizzazione gli atti di contestazione o irrogazione delle sanzioni emessi nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria.
Inoltre, la procedura non potrà essere esperita dai contribuenti per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato.
Infine, saranno escluse dalla sanatoria tutte le irregolarità, infrazioni e inosservanze di obblighi o adempimenti, di carattere formale, già contestate in atti divenuti definitivi alla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2023.

 

COSA RIENTRA?
Con la vecchia sanatoria l’Amministrazione aveva predisposto un elenco, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, in cui rientravano le violazioni sanabili, ossia:
– la presentazione di dichiarazioni annuali redatte non conformemente ai modelli approvati, ovvero l’errata indicazione o l’incompletezza dei dati relativi al contribuente;
– l’omessa o irregolare presentazione delle comunicazioni dei dati delle fatture emesse e ricevute o delle liquidazioni periodiche IVA. Invero, tale violazione può essere definita solo quando l’imposta risulta assolta e non anche quando la violazione ha avuto effetti sulla determinazione e sul pagamento dell’imposta;
– l’omessa, irregolare o incompleta presentazione degli elenchi Intrastat;
– l’irregolare tenuta e conservazione delle scritture contabili;
– l’omessa restituzione dei questionari inviati dall’Agenzia o da altri soggetti autorizzati, ovvero la restituzione dei questionari con risposte incomplete o non veritiere;
– l’omissione, incompletezza o inesattezza delle dichiarazioni d’inizio, o variazione dell’attività;
– l’erronea compilazione della dichiarazione di cui all’art. 8, comma 1, lettera c) del decreto IVA che abbia determinato l’annullamento della dichiarazione precedentemente trasmessa invece della sua integrazione;
– l’anticipazione di ricavi o la posticipazione di costi in violazione del principio di competenza, sempre che la violazione non incida sull’imposta complessivamente dovuta nell’anno di riferimento;
– la tardiva trasmissione delle dichiarazioni da parte degli intermediari;
– le irregolarità od omissioni compiute dagli operatori finanziar;
– l’omessa o tardiva comunicazione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria;
– l’omessa comunicazione della proroga o della risoluzione del contratto di locazione soggetto a cedolare secca;
– la violazione degli obblighi inerenti alla documentazione e registrazione delle operazioni imponibili ai fini IVA, quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo;
– la violazione degli obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione delle operazioni non imponibili, esenti o non soggette a IVA, quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito;
– la detrazione dell’IVA, erroneamente applicata in misura superiore a quella effettivamente dovuta e assolta dal cedente o prestatore, in assenza di frode e limitatamente alle violazioni commesse a partire dal 1° gennaio 2018;
– l’irregolare applicazione delle disposizioni concernenti l’inversione contabile, in assenza di frode. Invero, tale violazione può essere definita solo quando l’imposta risulta, ancorché irregolarmente, assolta e non anche quando la violazione ne ha comportato il mancato pagamento;
– l’omessa o irregolare indicazione dei costi black list in dichiarazione;
– l’omesso esercizio dell’opzione nella dichiarazione annuale, sempre che si sia tenuto un comportamento concludente conforme al regime contabile o fiscale scelto;
– la mancata iscrizione al VIES.
Si precisa ulteriormente che tale elenco era riferibile alle vecchia sanatorie e nello specifico al solo all’anno 2019. Occorrerà capire se l’Agenzia delle Entrate intenda riprenderlo pedissequamente oppure predisporne uno diverso o aggiornato.

 

 

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