Dal 1 Luglio, Fattura Elettronica anche per Forfettari e non solo – Punto della situazione

Dal 1 Luglio, Fattura Elettronica anche per Forfettari e non solo – Punto della situazione
← Torna a News - Pubblicato il 30/06/2022
ANTEPRIMA NOTIZIA

Tutti i titolari di partita IVA che hanno aderito al regime forfetario, in sede di apertura della partita IVA o successivamente, dal 1° luglio 2022 hanno l’obbligo di emissione della fattura elettronica, per effetto di quanto previsto da un recente decreto.
In altri termini, i soggetti titolari di partita IVA, che hanno deciso di aderire al regime forfettario:
– sono obbligati all’emissione della fattura elettronica B2B e B2C;
– sono soggetti all’obbligo di emissione della fattura elettronica per le prestazioni o cessioni verso la Pubblica Amministrazione;
– ricevono le fatture elettroniche dai propri fornitori.
Sono pertanto tenuti a emettere documento in formato elettronico utilizzando un programma dedicato (da tale obbligo si è esonerati fini al 31 dicembre 2023 solo se nell’anno precedente sono stati conseguiti compensi non superiori a 25.000 euro).

 

 

NOTIZIA

La fattura elettronica deve essere quindi inviato tramite il Sistema di Interscambio gestito dall’Agenzia delle Entrate che:
– verifica se la fattura contiene i dati obbligatori ai fini fiscali e l’indirizzo telematico (indirizzo PEC nel caso di soggetti IVA, o codice “0000000” per i privati) al quale il cliente desidera che venga recapitata la fattura;
– controlla che la partita IVA del fornitore e la partita IVA o il codice fiscale del cliente siano esistenti;
– consegna in modo sicuro la fattura al destinatario comunicando, con una ricevuta di recapito, a chi ha trasmesso la fattura la data e l’ora di consegna del documento.

Solo per il terzo trimestre 2022 (luglio/agosto/settembre) e solo per i soggetti il cui obbligo di fatturazione decorre dal 1° luglio 2022, non si applicano sanzioni previste per la tardiva fatturazione (decorsi 12 giorni dalla prestazione o dal servizio) ma solo a condizione che la fattura elettronica sia emessa entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione.
COSA FARE DEL 1° luglio 2022?
CALCOLARE LA SOGLIA DI RICAVI/COMPENSI E COME FARLO
L’obbligo di fatturazione elettronica scatta per i contribuenti che nel 2021 hanno conseguito ricavi ovvero percepito compensi, ragguagliati ad anno, superiori a 25.000 euro.
Per determinare l’importo si tiene conto del regime contabile applicato nell’anno precedente (cassa e competenza) e dei chiarimenti resi recentemente dall’Agenzia delle Entrate.
Inoltre, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione degli operatori IVA, all’interno del portale Fatture e corrispettivi, i dati di sintesi delle fatture elettroniche emesse e ricevute, nonché dei corrispettivi telematici trasmessi, al fine di permettere al contribuente verificare facilmente l’eventuale superamento del limite di 65.000 euro previsto dalla disciplina del regime forfettario.
Con specifico riferimento alla corretta compilazione delle fatture elettroniche da parte degli operatori in regime forfettario, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nel file della fattura elettronica va indicato:
– il codice RF19 nel campo 1.2.1.8 <RegimeFiscale>;
– il codice natura N2.2 nel campo 2.1.1.7.7 <Natura>.
Il formato Xml deve essere utilizzato anche per l’emissione di eventuali note di credito. Secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, dovrebbe essere elettronica anche la nota di variazione emessa dopo il 1° luglio 2022 per un’operazione precedente a tale data e fatturata con modalità cartacea.
Come numerare?
La numerazione delle fatture elettroniche e di quelle analogiche può proseguire ininterrottamente, a condizione che sia garantita l’identificazione univoca della fattura, indipendentemente dalla natura, cartacea o elettronica, della stessa.
Quindi il contribuente può:
– procedere con la numerazione progressiva rispetto a quella relativa alla fatturazione cartacea;
– procedere con una nuova numerazione, magari indicando 1/FE (fattura elettronica).
Come assolvere l’imposta di bollo?
L’assolvimento dell’imposta di bollo viene comunicato all’Agenzia delle Entrate compilando, nella sezione del file Xml “Dati Bollo”, i campi:
– “Bollo Virtuale”;
– “Importo Bollo”,
in cui vanno indicati, rispettivamente, l’assolvimento dell’imposta e l’importo dovuto, pari a 2 euro.
Il versamento dell’imposta di bollo dovuta deve essere effettuato secondo le scadenze qui di seguito riportate:
Periodo di riferimento
1° trimestre 2022 – Scadenza 31 maggio 2022
2° trimestre 2022 – Scadenza 31 agosto 2022
3° trimestre 2022 – Scadenza 30 novembre 2022
4° trimestre 2022 – Scadenza 28 febbraio 2023
– se l’importo dovuto per il primo trimestre non supera 250 euro (5.000 euro per le fatture emesse dal 1° gennaio 2023, per effetto del decreto Semplificazioni), il versamento può essere eseguito entro il 30 settembre.
– se l’importo dovuto complessivamente per il primo e secondo trimestre non supera 250 euro (5.000 euro per le fatture emesse dal 1° gennaio 2023) il versamento può essere eseguito entro il 30 novembre.
Per il pagamento dell’imposta di bollo sono ammesse le seguenti modalità:
– mediante addebito diretto dal conto corrente bancario del soggetto IVA. Il pagamento viene eseguito semplicemente indicando sull’apposita funzionalità web del portale “Fatture e corrispettivi” l’IBAN corrispondente al conto corrente intestato al contribuente, sul quale viene così addebitato l’importo dell’imposta di bollo dovuta;
– mediante modello F24 già predisposto dall’Agenzia delle Entrate e scaricabile dal portale.
Il servizio esposto nel portale Fatture e Corrispettivi denominato “Pagamento imposta di bollo” esporrà – anche per i soggetti forfettari – l’elenco (elenco A) delle fatture nelle quali l’operatore ha indicato l’assoggettamento a bollo (2.1.1.6.1 <BolloVirtuale>) nonché l’elenco (elenco B) delle fatture che, pur non contenendo l’indicazione dell’assolvimento dell’imposta di bollo, rispondono ai criteri individuati come requisiti che presumono l’obbligo del pagamento del bollo.
Indicazione del codice univoco del destinatario della Fattura
Nel file Xml della fattura elettronica occorre indicare, alternativamente:
– il codice univoco del proprio cliente;
– la PEC,
per recapitare la fattura.
Come servare le fatture?
Le fatture elettroniche devono essere conservate elettronicamente. Si ricorda che l’Agenzia delle Entrate, sul portale “Fatture e Corrispettivi”, mette a disposizione un servizio di conservazione gratuita delle fatture.

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