Ricerca e Sviluppo anni 2015 – 2019: Prevista ora la restituzione spontanea del credito di Imposta

Ricerca e Sviluppo anni 2015 – 2019: Prevista ora la restituzione spontanea del credito di Imposta
← Torna a News - Pubblicato il 21/10/2021
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Il nuovo decreto fiscale in arrivo prevede una sorta di “regolarizzazione” per i crediti d’imposta in materia di investimenti in attività di ricerca e sviluppo, nei casi in cui l’utilizzo di detti crediti sia avvenuto in maniera “indebita”.

La norma stabilisce che i soggetti interessati possono effettuare il “riversamento” dell’importo del credito indebitamente utilizzato, senza applicazione di sanzioni e interessi, alle condizioni e nei termini previsti nei commi seguenti.

 

NOTIZIA

Il credito d’imposta R&S (Ricerca e Sviluppo)

La legge, per gli anni dal 2015 al 2019, attribuisce, a tutte le imprese che hanno effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo, un credito d’imposta nella misura del 25% (elevata al 50% in determinati casi) delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati negli anni 2012-2013-2014.

Ne è nato un ampio contenzioso perché gli Organi di controllo hanno sovente contestato l’applicazione dell’agevolazione e l’Agenzia delle Entrate ha conseguentemente richiesto il riversamento del credito utilizzato (nel presupposto che tale utilizzo fosse “indebito”), con applicazione di sanzioni ed interessi.

Sanzioni per l’utilizzo indebito

Secondo l’Agenzia delle Entrate, nel caso di utilizzo indebito del credito per spese di ricerca e sviluppo, “si configura un’ipotesi di utilizzo di un credito “inesistente” per carenza totale o parziale del presupposto costitutivo”. Ne consegue l’applicabilità della sanzione dal 100 al 200 per cento del credito indebitamente utilizzato e la possibilità per il Fisco di notificare l’atto di recupero entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello del relativo utilizzo in compensazione

Esempio

Utilizzo in compensazione di un credito nel 2017. Il termine di decadenza per la notifica dell’atto di recupero (da effettuarsi entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello del relativo utilizzo in compensazione) viene a scadere il 31 dicembre 2025.

Sanzione penale

Inoltre la legge punisce con la reclusione da 1 anno e 6 mesi a 6 anni “chiunque non versa le somme dovute, utilizzando in compensazione […] crediti inesistenti per un importo annuo superiore ai cinquantamila euro”.

Come regolarizzare l’utilizzo indebito del credito

Il nuovo decreto prevede che i soggetti che alla data della sua entrata in vigore hanno utilizzato in compensazione il credito d’imposta, possono effettuare il riversamento dell’importo del credito indebitamente utilizzato, senza applicazione di sanzioni e interessi, alle condizioni e nei termini previsti dai commi successivi.

Casi di esclusione

Come dispone espressamente la norma, però, la procedura di regolarizzazione non può essere applicata nei casi in cui il credito d’imposta utilizzato in compensazione sia il risultato di:

– condotte fraudolente,

– fattispecie oggettivamente o soggettivamente simulate,

– false rappresentazioni della realtà basate sull’utilizzo di documenti falsi o di fatture che documentano operazioni inesistenti,

– mancanza della documentazione idonea a dimostrare il sostenimento delle spese ammissibili al credito d’imposta.

Nel caso di condotte fraudolente accertate dopo la presentazione dell’istanza o il riversamento, il contribuente sarà dichiarato decaduto dalla regolarizzazione e gli importi eventualmente versati saranno considerate un acconto delle somme dovute.

Come e quando presentare la richiesta

I soggetti che intendono avvalersi della procedura di riversamento in esame devono inviare apposita richiesta all’Agenzia delle Entrate entro il 30 settembre 2022. Il contenuto e le modalità di trasmissione del modello di comunicazione per la richiesta di applicazione della procedura saranno definiti entro il 31 maggio 2022.

Termine del riversamento

L’importo del credito indebitamente utilizzato in compensazione, indicato nella comunicazione inviata all’Agenzia delle Entrate, deve essere riversato entro il 16 dicembre 2022.

Il versamento può essere effettuato in tre rate di pari importo, di cui la prima da corrispondere entro il 16 dicembre 2022 e le successive entro il 16 dicembre 2023 e il 16 dicembre 2024.

In caso di pagamento rateale sono dovuti, a decorrere dal 17 dicembre 2022, gli interessi calcolati al tasso legale.

Il riversamento degli importi dovuti è effettuato senza avvalersi della compensazione.

Esclusione della punibilità

In esito al corretto perfezionamento della procedura di riversamento è esclusa la punibilità per il delitto previsto per le somme superiori ai 50 mila euro di cui sopra

Controlli eseguiti e atti definitivi

Il Decreto prevede che la procedura di regolarizzazione non può essere utilizzata per il riversamento dei crediti il cui utilizzo in compensazione sia già stato accertato con un atto di recupero crediti, ovvero con altri provvedimenti impositivi, divenuti definitivi alla data di entrata in vigore del decreto fiscale.

Pertanto, la notifica di un atto di recupero o di un avviso di accertamento o di altro provvedimento amministrativo non preclude la possibilità di avvalersi della procedura, a meno che tale atto non sia divenuto definitivo (ad esempio, per mancata impugnazione).

 

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