Green pass e privacy dei lavoratori: il ruolo del datore di lavoro

Green pass e privacy dei lavoratori: il ruolo del datore di lavoro
← Torna a News - Pubblicato il 30/08/2021
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Nel rapporto tra green pass e tutela della privacy dei lavoratori o, più specificatamente, nel rapporto tra privacy dei lavoratori e informazione sulla vaccinazione, un ruolo centrale è svolto dal medico competente. Il Garante ha sottolineato che i trattamenti di dati personali inerenti alla vaccinazione di dipendenti sono consentiti esclusivamente nei limiti e alle condizioni stabilite dalle norme del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro in tema di sorveglianza sanitaria e idoneità alla mansione. In tale quadro, il datore di lavoro può, pertanto, venire a conoscenza del solo giudizio di idoneità alla mansione specifica e delle eventuali prescrizioni fissate dal medico competente come condizioni di lavoro.

 

NOTIZIA

Il tema del rapporto tra green pass e tutela della privacy dei lavoratori chiama in causa il medico competente.

Obbligo di vaccinazione

A tale riguardo esistono solo due ipotesi speciali in cui il legislatore, ha dato una regola per tutti gli appartenenti a un determinato settore:

  • Sanitario
  • Istruzione

Vaccinazione su base volontaria

In tutti gli altri casi non sussiste l’obbligo di vaccinazione quale requisito essenziale per l’esercizio della professione.

Il Garante della privacy ha affermato che i trattamenti dei dati relativi alle vaccinazioni è necessario per finalità di medicina del lavoro ma che gli stessi sono espressamente affidati esclusivamente a professionisti sanitari (es. medico competente, altro personale medico o medici INAIL).

Dati di cui può venire a conoscenza il datore di lavoro

Sempre il Garante ha sottolineato che i trattamenti di dati personali inerenti alla vaccinazione sono consentiti esclusivamente nei limiti e alle condizioni stabilite dalle norme sulla sorveglianza sanitaria e di idoneità alla mansione (che comprende anche il fatto di non essere fonte di contagio) da parte della normativa sulla sicurezza sul lavoro.

In tale quadro, il datore di lavoro, spiega il Garante, può venire a conoscenza del solo giudizio di idoneità alla mansione specifica e delle eventuali prescrizioni fissate dal medico competente come condizioni di lavoro al fine di attuare le misure indicate dal medico competente e, qualora venga espresso un giudizio di inidoneità alla mansione specifica, deve adibire il lavoratore, se possibile, a mansioni equivalenti o inferiori garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza.

Tutto ciò vale anche a riguardo della esposizione diretta ad “agenti biologici” durante il lavoro: solo il medico competente nella sua funzione di raccordo tra il sistema sanitario nazionale/locale e lo specifico contesto lavorativo e nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità sanitarie anche in merito all’efficacia e all’affidabilità medico-scientifica del vaccino, può trattare i dati personali relativi alla vaccinazione dei dipendenti e, se del caso, tenerne conto in sede di valutazione dell’idoneità alla mansione specifica; mentre il datore di lavoro dovrà invece limitarsi ad attuare le misure indicate dal medico competente nei casi di giudizio di parziale o temporanea inidoneità alla mansione cui è adibito il lavoratore.

Concludendo, il Datore di Lavoro deve chiedere al medico competente l’idoneità o meno dei propri dipendenti.

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